Skip to content

Combattere la violenza contro le donne: comprendere, agire e sostenere

Una donna chiama il 3919, riceve ascolto, ma non sa a quale struttura locale rivolgersi poi. Questa lacuna nel percorso…

Femme en consultation avec une conseillère dans un centre d'aide aux victimes de violences conjugales
5 min read

Una donna chiama il 3919, ottiene ascolto, ma non sa a quale struttura locale rivolgersi successivamente. Questa lacuna nel percorso tra la chiamata e la presa in carico concreta rimane uno dei punti deboli del dispositivo francese di lotta contro la violenza sulle donne. Comprendere dove si trovano queste falle permette di agire in modo più efficace, sia che si sia professionisti sul campo, amministratori locali o vicini a una vittima.

Ruolo dei CIDFF e degli attori dipartimentali nell’accompagnamento delle vittime

Quando si parla di dispositivi contro la violenza sulle donne, si pensa al numero di ascolto nazionale o alle campagne mediatiche. La realtà quotidiana della protezione si basa su una rete dipartimentale molto meno visibile.

I Centri di Informazione sui Diritti delle Donne e delle Famiglie (CIDFF) offrono un accompagnamento giuridico, sociale e talvolta psicologico. Il loro ruolo va oltre l’informazione: orientano le vittime verso alloggi di emergenza, aiutano a costituire un fascicolo per un’ordinanza di protezione e fanno da collegamento con le forze dell’ordine locali.

Il consiglio dipartimentale interviene anche tramite i lavoratori sociali, che possono individuare situazioni di violenza domestica durante le visite a domicilio o i seguiti familiari. L’individuazione da parte dei professionisti sul campo rimane il primo leva d’azione contro l’isolamento delle vittime.

Collettivi associativi contribuiscono a questa mobilitazione. Femmes En Colère porta ad esempio una voce militante che documenta le realtà vissute e spinge le istituzioni a rendere conto sui mezzi impiegati.

Gruppo di donne durante un raduno di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne

Ordinanza di protezione e telefono grave pericolo: due strumenti sotto-utilizzati

L’ordinanza di protezione, rilasciata dal giudice delle questioni familiari, consente di allontanare un coniuge violento dalla casa senza attendere un processo penale. Il telefono grave pericolo (TGD) offre un allerta diretto alle forze dell’ordine in caso di minaccia imminente.

Questi due dispositivi esistono da diversi anni. Il loro dispiegamento sta progredendo, ma i riscontri variano a seconda delle giurisdizioni. In alcuni dipartimenti, il tempo di ottenimento di un’ordinanza di protezione supera ancora diverse settimane, il che indebolisce la sicurezza delle vittime tra la segnalazione e la decisione del giudice.

Il TGD è stato esteso a diverse centinaia di unità sul territorio. La sua attribuzione dipende dalla procura, il che crea disparità territoriali. Una vittima in una grande metropoli non accede allo stesso livello di protezione di una donna in zona rurale, dove le brigate di gendarmeria coprono perimetri più ampi.

Cosa blocca concretamente sul campo

  • La mancanza di formazione specifica per i magistrati e i cancellieri sull’urgenza delle situazioni di violenza domestica, nonostante gli sforzi della Miprof (Missione interministeriale per la protezione delle donne contro la violenza)
  • La difficoltà per le vittime di raccogliere le prove richieste (certificati medici, attestazioni di testimoni) in un contesto di dominio psicologico
  • L’assenza di un monitoraggio sistematico dopo il rilascio dell’ordinanza, che a volte lascia la vittima senza supporto una volta che il dispositivo giuridico è in atto

Violenza sessuale e riforma del consenso: cosa cambia nel diritto francese

La Francia ha avviato nel 2025 una riforma per integrare esplicitamente la nozione di consenso libero nella definizione penale dello stupro. Fino ad ora, la legge caratterizzava lo stupro attraverso la violenza, la costrizione, la minaccia o la sorpresa. Questa evoluzione, sostenuta in particolare dalla Commissione nazionale consultativa dei diritti dell’uomo (CNCDH), pone l’assenza di consenso al centro dell’infrazione.

Parallelamente, un progetto di legge integrale contro la violenza di genere e sessuale è stato presentato all’Assemblea nazionale nel 2026. Questo testo mira a coprire tutta la catena: individuazione, prevenzione, accompagnamento delle vittime, monitoraggio degli autori e riparazione.

Questo approccio globale segna una rottura con i piani successivi che trattavano separatamente la prevenzione, la giustizia e l’alloggio. Si passa da una logica di dispositivi sovrapposti a un quadro legislativo unificato. La sfida è tradurre questa ambizione in mezzi concreti in ogni dipartimento, il che richiede budget mirati e personale formato.

Formazione delle forze dell’ordine sulla violenza di genere

Esistono progressi nella formazione di poliziotti e gendarmi, ma la formazione rimane diseguale a seconda delle unità e dei territori. La registrazione della denuncia costituisce un momento decisivo: una vittima mal accolta in commissariato spesso abbandona ogni iniziativa legale.

I protocolli di raccolta delle denunce sono stati migliorati, con griglie di valutazione del pericolo e referenti per la violenza intrafamiliare in alcune unità. La sfida è generalizzare queste pratiche al di là delle grandi agglomerazioni.

Donna sola in riflessione a casa, simbolo di resilienza di fronte alla violenza domestica

Sostenere una vittima di violenza domestica: gesti concreti e errori da evitare

Quando si è vicini a una persona vittima di violenza, la tentazione è di spingere verso una partenza immediata dalla casa. La realtà del dominio rende questa ingiunzione controproducente nella maggior parte dei casi.

  • Ascoltare senza giudicare né minimizzare, anche se la vittima torna dal coniuge: il percorso di uscita dalla violenza richiede in media diversi tentativi
  • Proporre di accompagnarla fisicamente verso un luogo di ascolto (CIDFF, associazione locale, sportello giuridico) piuttosto che semplicemente fornire un numero
  • Documentare i fatti se la persona lo desidera: foto di ferite datate, messaggi conservati, testimonianze scritte di vicini o familiari
  • Non contattare mai l’autore delle violenze né intervenire direttamente, il che può aggravare il pericolo per la vittima

Accompagnare senza sostituirsi alla decisione della vittima è il principio di base che tutte le associazioni specializzate ricordano. L’azione più utile rimane mantenere il legame, anche quando la situazione sembra stagnare.

I diritti delle vittime di violenza includono l’accesso a un’assistenza giuridica, un alloggio di emergenza e un supporto psicologico. Questi dispositivi di protezione esistono, ma la loro efficacia dipende direttamente dalla capacità degli attori locali di lavorare insieme, dal consiglio dipartimentale alle associazioni sul campo.

Combattere la violenza contro le donne: comprendere, agire e sostenere